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Elettrodomestici che si rompono subito


6 consigli contro l’obsolescenza programmata.

Elettrodomestici che si rompono spesso e che ci costringono a nuovi acquisti quando meno ce lo saremmo aspettato. E' l'obsolscenza programmata, e Blogeko vi dà alcuni consigli per contrastarla

obsolescenza programmata

Elettrodomestici che si rompono a tempo, oggetti di elettronica che esauriscono le loro funzioni nel giro di pochi mesi o software che non fanno più il loro dovere: un problema conosciuto come obsolescenza programmata. In pratica ogni bene che acquistiamo ha una scadenza programmata inferiore a quella che realmente lo caratterizza. Ecco come mai tanti oggetti che potrebbero durare a lungo nel tempo, si rompono poi con una frequenza che ci sembra impressionante e che ci costringe a acquistarne sempre di nuovi.

A evolvere molto rapidamente sono i software che spesso ci costringono a acquistare nuovi computer o smartphone per essere utilizzati in una corsa inarrestabile verso le versioni più recenti anche quando in effetti non ce ne sarebbe bisogno. Dunque, come contrastare questa scellerata imposizione dell’industria che ci costringe a consumare inutilmente innescando una filiera di spreco e perdita di risorse naturali?

Questa domanda se l’è posta l’associazione francese Amis de la Terre che ha pubblicato un piccolo manuale per insegnare ai consumatori a uscire dalla logica dell’obsolescenza programmata.

Ecco i 5 consigli per evitare di acquistare oggetti o prodotti con scadenza limitata:

1) Evitiamo di acquistare prodotti monouso dalle penne al cellulare, nati per essere usa e getta sopratutto perché esistono alternative sostenibili; scegliamo prodotti che non passano di moda. Ad esempio non c’è bisogno di cambiare il computer se abbiamo necessità di migliorarlo ma scegliamo un software gratuito che si adatti alle esigenze più semplici. Quando possibile, scegliere la semplicità: un libro di carta, invece di un testo elettronico;
2) acquistiamo beni durevoli scegliendo produttori che offrono garanzie al di sopra dei due anni;
3) compriamo o vendiamo beni di seconda mano sia on line sia frequentando uno dei tanti mercatini delle pulci che si tengono un po’ ovunque. Se vi dovete sbarazzare di qualche prodotto piuttosto che gettarlo via donatelo a qualche associazione che ne ha bisogno;
4)impariamo la manutenzione o a riparare oggetti. Siamo sicuri che ripararne uno sia davvero troppo costoso? Per scoprirlo rivolgetevi a un esperto e chiedete un preventivo. Riparare un tacco o una suola dal calzolaio costa solo poche decine euro, molto meno di un nuovo paio di scarpe di buona qualità! E se siete tentati di smontare un oggetto ma avete paura da fare guai chiedete aiuto agli appassionati in rete;
5)e se c’è un bisogno specifico meglio affittarlo o chiedere in prestito: un trapano viene utilizzato in media 13 minuti ogni anno. Quindi chiedete ai vostri vicini quegli oggetti che non possedete ma che usate raramente;
6)ricicliamo e allunghiamo la vita degli oggetti.

 Cos’è l’obsolescenza programmata?

Avete presente quando la lavatrice ci lascia nel bel mezzo di un bucato? Eppure, ci diciamo: è nuova! L’ho comprata un paio di anni fa. Ma la garanzia è già scaduta e la riparazione, di una scheda elettronica o del cestello, è a nostre spese e allora il tecnico ci consiglia di acquistarne una nuova perché certamente la paghiamo meno della riparazione. Ecco, siamo incappati in una classica situazione rappresentata dall’obsolescenza programmata, ovvero quando un bene diventa vecchio e irreparabile, tanto da non poter essere più riutilizzato. Questa strategia mira a creare continuamente nel consumatore un bisogno concreto di acquistare nuovi beni.

E perché i prodotti sono irreparabili? perché mancano i pezzi di ricambio in quanto i produttori non hanno alcun obbligo di fornirli e così un produttore può dire che i suoi prodotti non sono concepiti in una logica di obsolescenza programmata, pur non offrendo alcun pezzo di ricambio, o vendendoli a prezzi esorbitanti.

Altro stratagemma usato dai produttori per incrementare gli acquisti è la corsa per le prestazioni e la concorrenza tra aziende promuove l’acquisto di un nuovo computer o uno smartphone magari difficile da usare. I software è diventato la strategia preferita dagli sviluppatori di software e produttori di apparecchiature ad alta tecnologia per aumentare il volume delle vendite. Oggi troviamo dispositivi economici ma meno robusti e i prezzi bassi vanno a discapito della qualità e ciò riguarda tutti i beni.

Via | Amis de la terre
Foto | Michael Coghlan@Flickr



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