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La bomba nel cervello. Perchè alcuni uomini stuprano ?

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diDI ROBERT J. BURROWES

Information Clearing House

Un recente rapporto di Equality Now dal titolo: “La vergogna del mondo: l’epidemia globale di stupri” ha fornito una serie di raccomandazioni per rafforzare le leggi e scoraggiare e punire la violenza sessuale contro donne e ragazze.

Tuttavia, non esiste una sostanziale evidenza dell’efficacia di qualsiasi approccio giuridico quando si ha a che fare con la violenza. Ad esempio, l’evidenza empirica delle minacce di punizioni (cioè violenza) come deterrente, e l’inflizione della pena (cioè violenza)come vendetta, rivelano un impatto variabile e dipendenza dal contesto, rilevabile facilmente da un’osservazione casuale. Ci sono semplicemente troppi motivi diversi per cui le persone infrangono le leggi in vari contesti. Si veda, ad esempio, Il Crimine nonostante la Pena”.

Inoltre, considerata la schiacciante evidenza del dilagare della violenza nel mondo, e dato che la violenza dello stesso sistema giuridico non fa che contribuire a rafforzare questo ciclo di violenza, è più che ovvio che bisognerebbe prima meglio identificare le cause della violenza, per poi elaborare approcci adatti ad affrontare e risolvere in modo efficace queste cause e molti dei loro sintomi. E ridurre gli stanziamenti attuali destinati ai sistemi giudiziari e carcerari per destinarli a questi nuovi approcci realmente efficaci.

DUNQUE: PERCHE’ ALCUNI UOMINI STUPRANO?

Tutti coloro che commettono atti di violenza, compresi gli stupratori, durante la loro infanzia hanno subito loro stessi gravi violenze ‘visibili’ (vale a dire, quel tipo di violenza fisica palese, facilmente identificabile); ma, cosa più importante, hanno anche accumulato dentro di sé una grande quantità di violenza ‘invisibile’ e ‘assolutamente invisibile’; quel tipo di violenza degli adulti sui bambini che spesso non viene percepita come violenza. Per una spiegazione più in dettaglio, leggere: Perchè violenza?”’ e ‘Psicologia della Paura e psicologia del coraggio: principi e pratiche.

Questa violenza causa enormi danni all’individualità di un bambino, lasciandolo terrorizzato, portandolo a odiare se stesso e a sentirsi impotente, tra tutte le altre orribili sensazioni. Tuttavia, poiché non consentiamo ai bambini lo spazio emotivo per elaborare le loro risposte emotive alle nostre violenze, questi sentimenti di terrore, di odio verso se stessi e di impotenza (oltre ai vari altri), si radicano profondamente in loro e inconsciamente guidano il loro comportamento, senza che ne siano consapevoli.

Dunque, cos’è la ‘violenza invisibile’? Sono le ‘piccole cose’ che facciamo tutti i giorni, in parte perché siamo ‘troppo occupati’. Ad esempio, quando non lasciamo ai bambini il tempo di ascoltare e valutare i propri pensieri e sentimenti, i bambini imparano a non ascoltare se stessi, distruggendo così il loro sistema di comunicazione interna. Quando non lasciamo dire a un bambino quello che vuole (o lo ignoriamo quando lo fa), il bambino sviluppa delle disfunzioni di comunicazione e di comportamento, mentre cercano in qualche modo di soddisfare le loro necessità (per le quali sono programmati dalle naturali strategie di sopravvivenza).

Ogni volta che incolpiamo, condanniamo, insultiamo, deridiamo, umiliamo, provochiamo, tormentiamo, facciamo sentire in colpa, inganniamo, mentiamo, corrompiamo, ricattiamo, moralizziamo con e giudichiamo un bambino, non solo attacchiamo la sua autostima, ma gli stiamo insegnando a incolpare, condannare, insultare, deridere, umiliare, provocare, tormentare, far sentire in colpa, ingannare, mentire, corrompere, ricattare, moralizzare e giudicare.

Il risultato fondamentale dell’essere stato bombardato nell’infanzia da questa violenza ‘invisibile’, è che il bambino vive costantemente sopraffatto da sentimenti di paura, dolore, rabbia e tristezza (tra gli altri). Inoltre, anche i genitori, gli insegnanti e gli altri adulti della sua vita interferiscono continuamente con l’espressione di questi sentimenti e con le risposte comportamentali che generano naturalmente; ed è questa violenza ‘ assolutamente invisibile’ che spiega perché si verificano dei comportamenti disfunzionali.

Ad esempio, se ignoriamo un bambino quando esprime i suoi sentimenti, se lo confortiamo, consoliamo, rassicuriamo o distraiamo quando esprime i suoi sentimenti, se ridiamo o lo ridicolizziamo quando lo fa, se lo terrorizziamo impedendogli di esprimere i suoi sentimenti (es. urlandogli contro quando piange e si arrabbia), se reprimiamo con violenza un comportamento generato da suoi sentimenti (es. colpendolo, bloccandolo o chiudendolo in una stanza), il bambino non avrà scelta: finirà con il reprimere/sopprimere inconsciamente la sua consapevolezza di questi sentimenti.

Tuttavia, una volta che è terrorizzato e sopprime la consapevolezza dei suoi sentimenti (invece di consentire a questi sentimenti di agire su di lui), il bambino sopprime inconsapevolmente anche la realtà che ha provocato quei sentimenti. Questo ha delle conseguenze disastrose per l’individuo, per la società e per la natura. Infatti, l’individuo, da quel momento in poi, tenderà ogni volta a sopprimere la consapevolezza dei sentimenti che altrimenti gli suggerirebbero il modo più funzionale di reagire in ogni circostanza; e acquisirà progressivamente una serie di comportamenti disfunzionali, tra cui alcuni di violenza verso se stesso, gli altri e/o la Terra

Dunque: cosa accade psicologicamente agli stupratori quando commettono l’atto di stupro? In sostanza, stanno proiettando i sentimenti del proprio vittimismo (inconsciamente soppressi) sulla loro stessa vittima. Cioè, la loro stessa paura, l’odio verso se stessi e il senso d’impotenza, ad esempio, vengono proiettati sulla vittima in modo che possano avere un sollievo temporaneo da quei sentimenti. La loro paura, temporaneamente, viene soppressa ancora più a fondo. Il loro odio verso se stessi si proietta nell’odio verso la vittima, la loro impotenza viene temporaneamente sostituita da un senso di controllo, cosa che non gli é mai stato concesso di provare da bambini. E lo stesso accade per tutti gli altri sentimenti repressi. Ad esempio, uno stupratore potrebbe dare la colpa del suo comportamento al tipo di abbigliamento della vittima: segno certo, questo, lo stupratore da bambino è stato continuamente ed ingiustamente incolpato e rimproverato. E per questo, è (inconsciamente) arrabbiato.

Il punto centrale nella comprensione della violenza è che è di origine psicologica e, quindi, una risposta efficace deve consentire ai sentimenti repressi (che comprendono un’enorme rabbia per le violenze subite) di esprimersi in modo sicuro. Per una spiegazione di ciò che è necessario, vedere ‘Nisteling: l’arte dell’ascolto profondo’’ che io cito nel mio: “La mia promessa ai bambini”.

Il sistema giuridico è semplicemente una struttura comunemente accettata di violenza che utilizza la violenza, eufemisticamente classificata come ‘punizione’, in un tentativo perverso di terrorizzare le persone controllando i loro comportamenti o a trattarle con violenza da parte dei tribunali come vendetta perché non lo fanno. E’ un approccio incredibilmente ignorante e ingenuo fino all’estremo, che ci dà la misura di quanto siamo lontani dal rispondere con forza al problema diffuso della violenza nel nostro mondo. Vedere ‘Lo Stato di diritto: ingiusto e violento’ e ‘La punizione è violenta e controproducente’.

CHE FARE?

Beh, possiamo continuare a lamentarci della violenza contro le donne (come ci lamentiamo per altre manifestazioni di violenza come la guerra, lo sfruttamento e la distruzione dell’ambiente, ad esempio) e usare il sistema giuridico per perpetuare il ciclo della violenza infliggendo altra violenza come ‘punizione ‘.

Oppure, possiamo, personalmente, affrontare la causa di ogni violenza.

Potrebbe risultare scomodo riconoscere e adottare misure per affrontare la nostra propria violenza contro i bambini; ma finché non lo facciamo, vivremo in un mondo in cui la continua ed epidemica violenza contro i bambini continuerà ad alimentare in modo incontrollato tutte le altre manifestazioni di umana violenza. E la nostra specie finirà con l’estinguersi.

Se si vuole realmente partecipare a uno sforzo mondiale per porre fine alla violenza umana, si potrebbe fare la mia “Promessa ai Bambini” citata più sopra e firmare un impegno solenne nella “Carta dell’Uomo per Creare un Mondo Non Violento”.

Si potrebbe anche sostenere iniziative per devolvere importanti risorse della società a un sostegno emotivo di alta qualità per quelli che sopravvivono allo stupro da parte di esperti in ‘nisteling’ (ascolto riflessivo profondo-ndt    http://www.informationclearinghouse.info/article39530.htm).

Questo tipo di supporto non può essere fornito da uno psichiatra. Si veda : “Sconfiggere la violenza della Psichiatria”. Il ‘nisteling’ consentirà a coloro che hanno sofferto dei traumi di guarire completamente; ma ci vorrà del tempo.

È importante sottolineare che anche lo stupratore ha bisogno di questo sostegno emotivo: ha alle spalle una lunga e dolorosa infanzia che ha un grande bisogno di recuperare. E’ questa guarigione che gli permetterà di identificare con precisione gli autori della violenza che ha subito e i sentimenti che hanno soppresso così a lungo e che oggi devono far riaffiorare, rivivere ed esprimere liberamente.

Ci vuole molta empatia e capacità di ‘nistel’ per poter affrontare in modo efficace e duraturo la violenza in questo contesto. Ed è necessaria a tutti se vogliamo crescere dei figli compassionevoli e consapevoli.

 

Robert J. Burrowes è impegnato da sempre nella comprensione e nell’eradicazione della violenza umana. Svolge ricerche approfondite dal 1966, nel tentativo di capire perché gli esseri umani sono violenti; è attivista della non-violenza dal 1981. E’ autore di “Perché violenza?” . Il suo indirizzo e-mail è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e il suo sito web è: https://robertjburrowes.wordpress.com/

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/46742.htm

27.03.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura diu SKONCERTATA63

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