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Come allontanare le cimici?

Cimici



I cinesi ci stanno invadendo, ma non solo dal punto di vista economico e numerico. Nel Nord stiamo assistendo a un’autentica invasione di cimici asiatiche. Chiamate anche cimici cinesi o cimice marmorata asiatica. Il primo esemplare fu avvistato quattro anni fa a Modena e oggi possiamo parlare di invasione.

Ad essere invase innanzitutto le coltivazioni, tanto che la Coldiretti già parla di danni ingenti per i frutteti, perché tali cimici distruggono la pianta di cui si nutre e interrompe perfino il suo ciclo vitale. Ma anche le abitazioni, con le persone che si ritrovano centinaia di cimici su pareti e finestre. E ovviamente, postano foto dal sapore apocalittico sui Social.

Questa cimice si nutre soprattutto di mele, pere e pesche. Ma anche di un’ampia varietà di specie coltivate e spontanee. In particolare, soia e mais. In Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto, nel bergamasco e nel cuneese è già scattato l’allarme cimice, con numerosissime segnalazioni. Tante le segnalazioni anche da diverse provincie lombarde.

A favorirne la proliferazione, il clima tornato quasi estivo di questi giorni.




Come allontanare le cimici? Pochi i rimedi…

Le persone si trovano anche in difficoltà perché non sanno a chi segnalare il fenomeno. Molti chiamano i Vigili del fuoco, ma questi non possono intervenire, non trattandosi di tutela di pubblica incolumità, come quando si tratta di vespe e calabroni. In effetti, la cimice non è pericolosa per l’essere umano. Gli unici problemi sono il senso di disgusto nel vederne in tante insieme. Oltre al cattivo odore che sprigionano quando se ne schiaccia qualcuna.

Ma come possiamo allontanare le cimici asiatiche? Gli esperti suggeriscono di dotarsi di scopa e paletta e di depositarle in un secchio colmo d’acqua preventivamente cosparso di detersivo per piatti. In questo modo, si riesce a sciogliere le squame – di cui la corazza è disseminata – privando loro della difesa e destinandole a morte per asfissia. La loro proliferazione è anche molto elevata, dato che generano 300-400 esemplari due volte l’anno.

Ma tutto ciò non fermerà l’invasione delle cimici cinesi di quest’anno. Impossibile, per ora, far arrivare dall’Asia un parassita che possa tenergli testa. La normativa vigente, risalente al 1997, vieta l’importazione di specie alloctone. Ma anche se si potesse fare, bisognerebbe conoscere bene il potenziale suo predatore. Per evitare che in futuro dia problemi a sua volta.

Simone Martini, entomologo consulente dell’Usl 9 la definisce “globalizzazione degli insetti”. Come si può distinguere questa cimice dalla nostra autoctona? Se ne differenzia per la colorazione, che va dal marrone al grigio, rispetto alla cimice nostrana verde.

E nella parte finale del corpo ha un triangolo di colore più scuro nettamente distinguibile. In comune con la ‘cugina’ verde, ha il fatto che è solita raggrupparsi in sciami.

Ma, concretamente, che cosa possiamo fare con questa invasione delle cimici? Purtroppo dobbiamo solo confidare che venga il freddo al più presto, conclude Martini.



Fonte: http://www.tuttogreen.it
 
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